L'AVVOCATO
Rigore e fantasia, dal 1990.
Lo studio si chiama LEGAM perché dentro ci sono due parole: legale e legame. Quando l'ho fondato non era uno slogan: era la descrizione di come avevo sempre inteso questo mestiere. La conferma migliore non sta in quello che potrei raccontare io, ma in un dettaglio che mi accompagna da trent'anni: ci sono clienti che non saltano un Natale per farmi gli auguri — e l'ultima volta che hanno avuto bisogno di un avvocato, in qualche caso, è stata quindici anni fa.
Il legame, in questo lavoro, non è una gentilezza accessoria. È il risultato di una cosa sola: aver risolto il problema quando il problema era serio.
Mi occupo di successioni difficili: testamenti contestati, eredità con debiti, patrimoni da ricostruire, famiglie che non si parlano più.


IL rigore è la base. La differenza la fa la fantasia.
Se dovessi descrivermi con una parola, sceglierei rigoroso. Ma il rigore, da un avvocato, dovete pretenderlo come si pretende che un chirurgo si lavi le mani: è il punto di partenza, non un merito.
Quello che fa la differenza — dopo più di trent'anni posso permettermi di dirlo — è la fantasia. Sembra una parola fuori posto in uno studio legale, e invece, anche in una successione, è spesso il fattore decisivo: la soluzione, quasi mai, sta nel posto dove tutti la cercano. Sta in un movimento bancario che nessuno aveva notato, in una qualificazione giuridica che ribalta la partita, in una domanda che non era ancora stata fatta.
Quelle che a volte sembrano intuizioni improvvise, in realtà, sono quasi sempre rigore applicato più a lungo del previsto.
Il gusto per la fantasia, se devo essere onesto, viene da prima del diritto. Da ragazzo giocavo a scacchi, abbastanza seriamente da dovermi porre, dopo il liceo classico, una domanda vera: continuare — e per salire di livello avrei dovuto studiare otto ore al giorno — oppure l'università. Scelsi l'università. Ma il modo di ragionare degli scacchi non l'ho più perso: il calcolo rigoroso è obbligatorio, e da solo non basta mai. Le partite si vincono vedendo la mossa che l'avversario non sta guardando.
Una storia, per capirci
Anni fa assistevo un creditore di un'eredità importante. Gli eredi avevano accettato con beneficio d'inventario: dei debiti avrebbero risposto solo nei limiti di ciò che risultava nell'inventario — e nell'inventario, per il mio cliente, non c'era abbastanza.
Il defunto era stato coinvolto in un procedimento penale, estinto con la sua morte. Pensai che in quelle carte, che ormai nessuno avrebbe più letto, potesse esserci qualcosa. Ottenere l'autorizzazione a consultarle non fu semplice; leggerle, nemmeno: quindici giorni in un archivio, fascicolo per fascicolo.
In fondo a quelle carte c'erano beni di grande valore che nell'inventario non comparivano. Un inventario infedele fa cadere il beneficio: gli eredi, piuttosto che vederlo cadere, pagarono il mio cliente fino all'ultimo centesimo.
La fantasia fu pensare di andare a cercare in quell'archivio. Il rigore furono i quindici giorni. Nessuna delle due cose, da sola, avrebbe trovato nulla.
La soluzione di saggezza
L'esperienza, se vissuta bene, a una certa età prende un altro nome: saggezza. E nelle successioni la saggezza vale più che in qualsiasi altra materia, perché è qui che nascono le guerre di principio — le cause in cui è più facile entrare e più difficile uscire, le più lunghe, le più costose. In tanti anni di professione ne ho viste molte. Non ne ho quasi mai vista una che valesse quello che è costata. Difendere un diritto leso è un'altra cosa: quello si difende, ed è il mio mestiere.
Una parte del mio lavoro, quindi, è anche questa: dirvi quando la battaglia non conviene, e mettere sul tavolo la soluzione di saggezza al posto della guerra. Posso permettermelo per due ragioni. La prima sfata un luogo comune: che all'avvocato convenga la causa. Non è vero — una buona transazione vale spesso più di una causa, e arriva molto prima; per voi, e lo dico con franchezza, anche per me. Quando vi propongo di chiudere bene invece di combattere a lungo, i nostri interessi coincidono: non dovete fidarvi della mia nobiltà d'animo, vi basta fidarvi dell'aritmetica. La seconda è che non ho mai creduto che questo mestiere si possa fare davvero bene in catena di montaggio: a quarant'anni guidavo uno studio di trenta professionisti, e a un certo punto ho scelto una misura più piccola, dove il legame con il cliente viene prima di tutto il resto. Il nome di questo studio, a quel punto, era già scritto.
Dal diritto d’impresa alle successioni
Faccio l'avvocato dal 1990 — anche se il piano, all'università (giurisprudenza, alla Cattolica di Milano), era un altro: volevo fare il magistrato. La vita decise diversamente e, col senno di poi, è stata una fortuna: il giudice deve essere imparziale per definizione, e io ho capito presto di essere fatto per stare da una parte. Se avete letto la prima pagina di questo sito, sapete perché non lo considero un dettaglio.
Per gran parte di questi anni mi sono occupato di imprese: contratti, società, crediti, patrimoni da ricostruire. Le successioni sono entrate nel mio lavoro da lì — perché nei patrimoni veri, prima o poi, c'è di mezzo un'azienda, una quota, un credito conteso — e ci sono rimaste, fino a fare la parte del leone della mia attività.
Quel percorso mi ha lasciato un vantaggio che considero raro: ho visto le successioni da tutti i lati del tavolo. Ho assistito eredi, legittimari lesi, creditori dell'eredità. Chi ha lavorato anche dall'altra parte sa esattamente dove guardare quando difende la vostra: conosce le mosse, perché le ha fatte.
Perché le successioni
Perché sono il punto in cui il diritto incontra le persone più da vicino: patrimoni, certo, ma dentro i patrimoni famiglie, storie, ferite, aspettative. È la materia in cui il rigore e la fantasia servono entrambi e contemporaneamente — e in cui un risultato ben costruito non sistema solo le carte: rimette in ordine pezzi di vite.
E perché questo sito
Arrivati fin qui, qualcuno si starà facendo una domanda: perché un avvocato che esercita dal 1990 ha un sito che cerca clienti così apertamente, questionario compreso?
Rispondo con la franchezza che ormai vi è familiare. Gli avvocati hanno sempre cercato clienti: con i convegni, le pubblicazioni, le relazioni, le presentazioni giuste. Questo sito fa la stessa cosa di sempre — con una sola differenza: non finge di non farla. È lo stesso principio di tutto il resto: il primo orientamento è gratuito e lo diciamo, il preventivo arriva scritto prima dell'incarico, e i clienti si cercano alla luce del sole, nel posto dove oggi le persone cercano le risposte.
Ho scelto le successioni come materia privilegiata di questa parte della mia carriera per la ragione che avete già letto: è il campo in cui gli anni di mestiere pesano più che in ogni altro.
Avv. Stefano Salaroli - Studio LEGAM, Milano. Avvocato dal 1990, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Milano, Albo Cassazionisti.
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